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. : : I V I A G G I D I S E S H E P A N K H A T U M : : . Un vero viaggio non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi
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G O R D I O N : S T O R I A E A R C H E O L O G I A F R I G I A N E I S E C O L I V I I I E V I I A . C . Tesi di Laurea in Scienze dei Beni Culturali
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- ABSTRACT -
Le prime attestazioni della presenza frigia in Anatolia risalgono all’inizio dell’età del ferro. E’ opinione consolidata tra gli studiosi che i Frigi fossero un popolo originario della regione traco-macedone, migrato in Asia Minore tra il XIII e il XII secolo a.C. contestualmente alla calata dei Popoli del Mare, così come documentato dalle fonti letterarie (Erodoto, Strabone, Xanto). Una più recente corrente storica, sostenuta da De Francovich e da Drews, considera invece i Frigi originari degli altipiani anatolici, escludendo pertanto la teoria della migrazione europea.
Soltanto nell’VIII secolo a.C. la Frigia assume tratti politici e statali
precisi, stabilendo la capitale a Gordion, sulle rive del fiume Sangarios.
Notizie attendibili sulla storia di questo periodo di prosperità e di
forte potere politico provengono dai coevi annali assiri di Sargon II, dai
quali si apprende che tra il 717 ed il 709 a.C. la Frigia, sotto la guida
di Mita di Mushki, riuscì a contrastare l’espansionismo assiro in
Anatolia. L’indipendenza del regno ebbe fine nei primi anni del secolo
successivo, con l’invasione dei Cimmeri, la distruzione di Gordion e la
conseguente morte di Mida narrata dagli autori classici. La perdita del
potere politico non sembra comunque pregiudicare la centralità di Gordion
come centro culturale ed economico di rilievo, in particolare sotto la
dominazione lidia e persiana.
Gordion: la Cittadella
Il processo di monumentalizzazione del periodo frigio raggiunge il proprio apice nella seconda metà dell’VIII secolo, durante gli anni di maggiore potere politico ed economico della Frigia nel Vicino Oriente. A questa fase corrisponde l’edificazione di un articolato complesso palatino, adibito al contempo a residenza reale e a luogo di produzione alimentare ed artigianale per il sostentamento della corte. Il palazzo è circondato da una doppia cinta muraria di fortificazione; evidenti testimonianze delle mura esterne sono visibili ancora oggi nel settore sud-est del complesso, che ospita un imponente edificio di ingresso formato da due bastioni aggettanti.
A nord dell’ingresso monumentale è il quartiere residenziale e di rappresentanza, articolato attorno a due cortili. Gli edifici che si affacciano sulle corti possiedono la pianta a megaron caratteristica dell’architettura domestica frigia, con un’ampia sala interna tripartita preceduta da un vestibolo. La maggior parte dei megara della Cittadella risulta fabbricata con mattoni crudi e legname, quest’ultimo impiegato per edificare il tetto a doppia falda e per erigere le strutture interne di sostegno. La destinazione d’uso di molti megara non è ancora chiara a causa della scarsità dei materiali ritrovati. Tuttavia è ipotizzabile che il megaron 3, per le dimensioni imponenti (18 x 30 metri) e per la ricchezza del contenuto, fosse adibito a sala del trono e residenza reale. Tra gli edifici della corte meridionale appare di elevato interesse il megaron 2, nel quale il pavimento della sala principale è decorato da un eccezionale esempio di mosaico di ciottoli policromi, datato da R.S. Young alla metà dell’VIII secolo.
Nel settore occidentale del complesso palatino si eleva un terrazzamento occupato da due lunghi edifici di servizio (14 x 100 metri) situati l’uno di fronte all’altro. Ciascun edificio è diviso in una serie di ambienti a megaron, ognuno dei quali contenente una fornace ed una macina in pietra; i numerosi resti di cereali e di utensili di terracotta testimoniano come queste costruzioni fossero il principale centro di produzione domestica del palazzo. In seguito all’incendio e alla distruzione della Cittadella ad opera dei Cimmeri (700 a.C. circa), gli edifici del complesso palatino vennero ricostruiti a partire dalla metà del VII secolo (Frigio Medio). Le nuove strutture presentano la consueta pianta a megaron e ricalcano l’impianto architettonico del secolo precedente.
Gordion: i tumuli funerari
Il tumulo MM (700 a.C.) si contraddistingue per le dimensioni (50 metri di altezza e 300 metri di diametro) e per alcune particolarità architettoniche, quali il tetto a doppio spiovente della camera funeraria, un doppio ordine di pareti lignee a protezione della sepoltura e la presenza di un muro perimetrale in pietra al fine di evitare il crollo del pietrisco all’interno della tomba. L’interno del tumulo custodiva lo scheletro di un uomo di circa 60 anni, variamente identificato con Mida o con un suo predecessore al trono di Frigia. Il ricco corredo funebre conta centinaia di manufatti in bronzo, tra i quali si segnalano tre notevoli calderoni votivi con applicazioni ornamentali di iconografia urartea (teste taurine, demoni barbuti, sirene alate), simili agli esemplari scoperti nei santuari di Delfi ed Olimpia.
In bronzo sono anche numerosi recipienti di varia natura, lavorati perlopiù a martellatura, tra cui brocche trilobate e patere ombelicate di foggia vicino-orientale, ed una corposa serie di fibule a spilla singola o doppia. Tra i manufatti bronzei del tumulo MM spiccano per pregio e raffinatezza nella lavorazione due situle a testa leonina e a testa di ariete, presumibilmente di importazione orientale. L’arredamento ligneo della camera risulta composto da un letto funebre, da una coppia di pannelli intarsiati e da nove tavoli a tre gambe, di cui uno finemente lavorato ad intarsio e ad intaglio.
Il tumulo P (720-700 a.C.) apparteneva ad un giovane principe di circa 5 anni e presenta una ricca varietà di ceramica dipinta, assente invece nel tumulo MM. Tra le tipologie più ricorrenti sono forme zoomorfe, askoi e brocche panciute con imboccatura circolare, con disegno bruno su fondo nocciola oppure nero su fondo rossastro. Gli askoi si distinguono per la decorazione a scacchiera e trovano precise rispondenze nella ceramica coeva rinvenuta sulla Cittadella; le brocche sono decorate sul corpo e sulla spalla con motivi figurati, con animali racchiusi in pannelli quadrangolari delimitati da colonne a motivi geometrici. Accanto alla ceramica figurata, si evidenzia la presenza di ceramica monocroma nera di impasto fine e di ceramica monocroma di uso corrente con impasto più grossolano. L’arredo ligneo e bronzeo, sebbene meno conservato, è affine a quello del tumulo MM. Il tumulo W (750 a.C.) è la più antica sepoltura del periodo frigio, nel corredo compaiono manufatti bronzei e ceramici della medesima natura di quelli dei tumuli precedenti, sebbene con caratteri meno elaborati.
La Frigia e l'Occidente
Tra gli apporti culturali di origine frigia riveste
particolare importanza il culto di Cibele, le cui più antiche
testimonianze in Occidente si datano negli ultimi anni del VII secolo a.C.,
epoca a cui risale il graffito su coccio fittile, recante il nome della
dea, rinvenuto a Locri Epizefiri nell’area del santuario di Afrodite. |
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- VERSIONE INTEGRALE - |
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- INDICE - PREMESSA
CAPITOLO I - INTRODUZIONE STORICA E GEOGRAFICA
CAPITOLO II - GORDION: IL SITO E LA CITTADELLA |
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