. : :   I   V I A G G I   D I   S E S H E P A N K H A T U M   : : .

Un vero viaggio non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi

Home         Chi sono         Viaggi         Fotografia         Libreria         Links         Guestbook         Credits         Email

 

G O R D I O N   :   S T O R I A   E   A R C H E O L O G I A   F R I G I A   N E I   S E C O L I   V I I I   E   V I I   A . C .

Tesi di Laurea in Scienze dei Beni Culturali

 

- ABSTRACT -

Finalità e metodo di ricerca

Il lavoro si propone di mettere in evidenza la storia del regno di Frigia nei secoli VIII e VII a.C. sulla base dei dati archeologici forniti dalla città di Gordion. Ulteriore intento è quello di chiarire le relazioni tra Asia Minore e civiltà ellenica a partire dai primordi dell’età orientalizzante, analizzando i possibili apporti artistici e culturali lasciati in eredità dalla Frigia alla cultura classica.

Ad una prima fase di ricerca bibliografica è seguita una lettura diretta degli autori antichi, in particolare Erodoto e Strabone, al fine di delineare un profilo storico generale delle vicende del regno frigio. La rassegna delle testimonianze archeologiche di Gordion è stata invece effettuata a partire dalle monografie e dalle pubblicazioni annuali dei risultati delle campagne di scavo condotte dall’Università della Pennsylvania. La consultazione di vari contributi scientifici, pubblicati su riviste specializzate, ha infine reso possibile la stesura dell’ultimo capitolo dedicato ai rapporti tra Frigia ed Occidente.

Inquadramento storico e geografico

La tradizione ellenistico-romana colloca la Frigia nella regione centro-occidentale dell’Anatolia, tuttavia non è possibile stabilire i confini precisi del regno, sebbene si possa individuare nel fiume Halys il limite orientale del controllo politico frigio. La Frigia deve la sua fortuna nell’antichità alla presenza di abbondanti risorse naturali, tanto che il paese era attraversato da una serie di importanti vie mercantili, tra cui la Strada Reale persiana.

 

Le prime attestazioni della presenza frigia in Anatolia risalgono all’inizio dell’età del ferro. E’ opinione consolidata tra gli studiosi che i Frigi fossero un popolo originario della regione traco-macedone, migrato in Asia Minore tra il XIII e il XII secolo a.C. contestualmente alla calata dei Popoli del Mare, così come documentato dalle fonti letterarie (Erodoto, Strabone, Xanto). Una più recente corrente storica, sostenuta da De Francovich e da Drews, considera invece i Frigi originari degli altipiani anatolici, escludendo pertanto la teoria della migrazione europea.

 

Soltanto nell’VIII secolo a.C. la Frigia assume tratti politici e statali precisi, stabilendo la capitale a Gordion, sulle rive del fiume Sangarios. Notizie attendibili sulla storia di questo periodo di prosperità e di forte potere politico provengono dai coevi annali assiri di Sargon II, dai quali si apprende che tra il 717 ed il 709 a.C. la Frigia, sotto la guida di Mita di Mushki, riuscì a contrastare l’espansionismo assiro in Anatolia. L’indipendenza del regno ebbe fine nei primi anni del secolo successivo, con l’invasione dei Cimmeri, la distruzione di Gordion e la conseguente morte di Mida narrata dagli autori classici. La perdita del potere politico non sembra comunque pregiudicare la centralità di Gordion come centro culturale ed economico di rilievo, in particolare sotto la dominazione lidia e persiana.
 

Bronzo Medio

1600 - 1500 a.C.

Bronzo Tardo

1500 - 1400 a.C.

Periodo Hittita

1400 - 1200 a.C.

Ferro Antico

1200 - 950 a.C.

Frigio Antico

950 - 700 a.C.

Frigio Medio

700 - 550 a.C.

Frigio Tardo/Periodo Persiano

550 - 330 a.C.

Periodo Ellenistico

330 - 275 a.C.

Periodo Galata/Pergameno

275 - 150 a.C.

Periodo Romano

150 a.C. - 300 d.C.

Gordion: la Cittadella

Le indagini dei fratelli Korte all’inizio del Novecento e le ricerche condotte a partire dal 1950 dalla missione dell’Università della Pennsylvania hanno messo in luce tre distinti nuclei abitativi nel sito di Gordion, tra i quali un sobborgo esterno ed una città bassa popolati soltanto a partire dal periodo Frigio Medio (700-550 a.C.). L’area in posizione rilevata sulla sponda orientale del Sangarios, denominata Cittadella, mostra invece tracce di insediamenti a partire dal periodo hittita, seguiti da uno sviluppo architettonico notevole nel corso del Frigio Antico (950-700 a.C.).

Il processo di monumentalizzazione del periodo frigio raggiunge il proprio apice nella seconda metà dell’VIII secolo, durante gli anni di maggiore potere politico ed economico della Frigia nel Vicino Oriente. A questa fase corrisponde l’edificazione di un articolato complesso palatino, adibito al contempo a residenza reale e a luogo di produzione alimentare ed artigianale per il sostentamento della corte. Il palazzo è circondato da una doppia cinta muraria di fortificazione; evidenti testimonianze delle mura esterne sono visibili ancora oggi nel settore sud-est del complesso, che ospita un imponente edificio di ingresso formato da due bastioni aggettanti.

A nord dell’ingresso monumentale è il quartiere residenziale e di rappresentanza, articolato attorno a due cortili. Gli edifici che si affacciano sulle corti possiedono la pianta a megaron caratteristica dell’architettura domestica frigia, con un’ampia sala interna tripartita preceduta da un vestibolo. La maggior parte dei megara della Cittadella risulta fabbricata con mattoni crudi e legname, quest’ultimo impiegato per edificare il tetto a doppia falda e per erigere le strutture interne di sostegno. La destinazione d’uso di molti megara non è ancora chiara a causa della scarsità dei materiali ritrovati. Tuttavia è ipotizzabile che il megaron 3, per le dimensioni imponenti (18 x 30 metri) e per la ricchezza del contenuto, fosse adibito a sala del trono e residenza reale. Tra gli edifici della corte meridionale appare di elevato interesse il megaron 2, nel quale il pavimento della sala principale è decorato da un eccezionale esempio di mosaico di ciottoli policromi, datato da R.S. Young alla metà dell’VIII secolo.

                

Nel settore occidentale del complesso palatino si eleva un terrazzamento occupato da due lunghi edifici di servizio (14 x 100 metri) situati l’uno di fronte all’altro. Ciascun edificio è diviso in una serie di ambienti a megaron, ognuno dei quali contenente una fornace ed una macina in pietra; i numerosi resti di cereali e di utensili di terracotta testimoniano come queste costruzioni fossero il principale centro di produzione domestica del palazzo. In seguito all’incendio e alla distruzione della Cittadella ad opera dei Cimmeri (700 a.C. circa), gli edifici del complesso palatino vennero ricostruiti a partire dalla metà del VII secolo (Frigio Medio). Le nuove strutture presentano la consueta pianta a megaron e ricalcano l’impianto architettonico del secolo precedente.

Gordion: i tumuli funerari

I pendii ad est della Cittadella ospitano un cospicuo numero di sepolture a tumulo del periodo frigio, tra cui si distinguono per dimensioni e per qualità del corredo i tumuli MM, P e W, datati tra il 750 ed il 700 a.C. Sebbene i metodi di costruzione siano variabili in base alla morfologia del suolo, è stata identificata una messa in opera tipica delle inumazioni frigie: il defunto veniva di norma sepolto in una camera lignea a pianta rettangolare, edificata all’interno di una fossa scavata nel terreno ed in seguito coperta da strati di pietrisco ed argilla fino a formare un tumulo di foggia circolare.

Il tumulo MM (700 a.C.) si contraddistingue per le dimensioni (50 metri di altezza e 300 metri di diametro) e per alcune particolarità architettoniche, quali il tetto a doppio spiovente della camera funeraria, un doppio ordine di pareti lignee a protezione della sepoltura e la presenza di un muro perimetrale in pietra al fine di evitare il crollo del pietrisco all’interno della tomba. L’interno del tumulo custodiva lo scheletro di un uomo di circa 60 anni, variamente identificato con Mida o con un suo predecessore al trono di Frigia. Il ricco corredo funebre conta centinaia di manufatti in bronzo, tra i quali si segnalano tre notevoli calderoni votivi con applicazioni ornamentali di iconografia urartea (teste taurine, demoni barbuti, sirene alate), simili agli esemplari scoperti nei santuari di Delfi ed Olimpia.

             

In bronzo sono anche numerosi recipienti di varia natura, lavorati perlopiù a martellatura, tra cui brocche trilobate e patere ombelicate di foggia vicino-orientale, ed una corposa serie di fibule a spilla singola o doppia. Tra i manufatti bronzei del tumulo MM spiccano per pregio e raffinatezza nella lavorazione due situle a testa leonina e a testa di ariete, presumibilmente di importazione orientale. L’arredamento ligneo della camera risulta composto da un letto funebre, da una coppia di pannelli intarsiati e da nove tavoli a tre gambe, di cui uno finemente lavorato ad intarsio e ad intaglio.

Il tumulo P (720-700 a.C.) apparteneva ad un giovane principe di circa 5 anni e presenta una ricca varietà di ceramica dipinta, assente invece nel tumulo MM. Tra le tipologie più ricorrenti sono forme zoomorfe, askoi e brocche panciute con imboccatura circolare, con disegno bruno su fondo nocciola oppure nero su fondo rossastro. Gli askoi si distinguono per la decorazione a scacchiera e trovano precise rispondenze nella ceramica coeva rinvenuta sulla Cittadella; le brocche sono decorate sul corpo e sulla spalla con motivi figurati, con animali racchiusi in pannelli quadrangolari delimitati da colonne a motivi geometrici. Accanto alla ceramica figurata, si evidenzia la presenza di ceramica monocroma nera di impasto fine e di ceramica monocroma di uso corrente con impasto più grossolano. L’arredo ligneo e bronzeo, sebbene meno conservato, è affine a quello del tumulo MM. Il tumulo W (750 a.C.) è la più antica sepoltura del periodo frigio, nel corredo compaiono manufatti bronzei e ceramici della medesima natura di quelli dei tumuli precedenti, sebbene con caratteri meno elaborati.

        

La Frigia e l'Occidente

La Frigia dei secoli VIII e VII a.C. è conosciuta in Occidente soprattutto attraverso le leggende nate intorno alla figura di Mida, il cui mito della cattura di Sileno e del dono del tocco aurifero è attestato nelle fonti letterarie a partire da Erodoto e da Senofonte. Le più note vicende mitologiche del sovrano frigio compaiono anche sulla pittura vascolare attica a figure nere (pelike del pittore di Acheloo, coppa di Ergotimo) e a figure rosse (stamnos del pittore di Mida).

Tra gli apporti culturali di origine frigia riveste particolare importanza il culto di Cibele, le cui più antiche testimonianze in Occidente si datano negli ultimi anni del VII secolo a.C., epoca a cui risale il graffito su coccio fittile, recante il nome della dea, rinvenuto a Locri Epizefiri nell’area del santuario di Afrodite.

Il regno di Frigia sembra infine essere stato il principale intermediario del vasto fenomeno di afflusso di elementi orientali in Grecia durante l’età orientalizzante. Numerosi oggetti in bronzo di provenienza frigia sono documentati come offerte votive nei principali santuari ellenici: fibule, patere ombelicate e calderoni votivi analoghi a quelli dei corredi dei tumuli di Gordion. Tali rapporti tra Grecia e Frigia trovano riscontro anche sul piano letterario: Erodoto ricorda Mida come il primo sovrano straniero ad aver consultato l’oracolo di Delfi e ad aver elargito una preziosa offerta al santuario.

 

- VERSIONE INTEGRALE -

La lettura della tesi in versione integrale è disponibile per tutti coloro che ne facciano richiesta per ragioni di studio e di ricerca oppure per semplice curiosità di carattere scientifico sull'argomento. Unico vincolo è rispettare i termini di copyright ed impegnarsi a non diffondere il contenuto ed il supporto iconografico senza previa autorizzazione. La richiesta motivata va fatta via email.

 

- INDICE -

PREMESSA

CAPITOLO I - INTRODUZIONE STORICA E GEOGRAFICA

1.1 - Geografia del regno di Frigia

1.2 - Le origini e i primi insediamenti

1.3 - Mida e i rapporti con l'Assiria

1.4 - La Frigia dopo l'invasione dei Cimmeri

CAPITOLO II - GORDION: IL SITO E LA CITTADELLA

2.1 - Storia delle ricerche

2.2 - Topografia e cronologia

2.3 - La Cittadella

       Età del Bronzo e Periodo Hittita
       Età del Ferro Antico
       Periodo Frigio Antico
       - Ingresso monumentale
       - Palazzo
       - Terrazza sud-occidentale
       Periodo Frigio Medio

2.4 - Considerazioni

CAPITOLO III - GORDION: I TUMULI FUNERARI

3.1 - I tumuli funerari

3.2 - Tumulo MM

       Caratteri morfologici e strutturali
       Analisi del contenuto
       - Bronzo
       - Ceramica
       - Legno

3.3 - Tumulo P

       Caratteri morfologici e strutturali
       Analisi del contenuto
       - Bronzo
       - Vetro
       - Ceramica
       - Legno

3.4 - Tumulo W

       Caratteri morfologici e strutturali
       Analisi del contenuto
       - Bronzo
       - Ceramica
       - Legno

3.5 - Considerazioni

CAPITOLO IV - LA FRIGIA E L'OCCIDENTE

4.1 - Mida nella mitologia classica

4.2 - Il culto di Cibele

4.3 - Rapporti tra arte frigia e arte greca

CONCLUSIONI

INDICE DELLE FIGURE

NOTE BIBLIOGRAFICHE

Copyright © Chiara Molinatto All Rights Reserved