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Un vero viaggio non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi

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       . : :   M A D A G A S C A R   : : .          novembre 2002

Un mese di volontariato nel Sud dell'Isola Rossa, vivendo a stretto contatto con le tribù Bara e Antandroy. Un lungo viaggio da Antananarivo alle dolci colline di Isoanala: 800 km di strada attraverso le risaie di Fianarantsoa, le praterie di Ihosy e gli infiniti orizzonti dell'Orombe

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Qualche consiglio... malgascio!

 

Il Madagascar è una meta affascinante e ancora piuttosto sconosciuta. Nell'autunno del 2002, grazie ad un'esperienza di volontariato, ho avuto la fortuna di trascorrervi un mese e di vivere a stretto contatto con i Malgasci. Questa pagina raccoglie alcuni suggerimenti utili a chi intende recarsi in Madagascar, soprattutto nella regione degli altipiani e nel sud del Paese; le informazioni di carattere pratico su questa destinazione non si trovano facilmente, quindi sono certa che farò cosa gradita a tutti i viaggiatori fai-da-te che hanno l'Isola Rossa come sogno nel cassetto. Per preparare queste righe ho preso spunto dalle dritte date sul newsgroup it.hobby.viaggi e via e-mail privata. ATTENZIONE: un viaggio in Madagascar (specialmente se organizzato in modo autonomo) necessita di una lunga e accurata preparazione prima della partenza, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto sanitario. I miei consigli sono soltanto un punto di partenza e devono essere integrati con il maggior numero possibile di informazioni (internet, guide, letture personali, ecc.). Se, dopo aver letto queste pagine, avete ancora qualche dubbio o avete bisogno di informazioni più specifiche scrivetemi: risponderò volentieri alle vostre domande.

 

Turismo responsabile e volontariato

Il Madagascar offre una natura unica e rigogliosa, mare azzurro e paesaggi da sogno... ma non solo! Qualsiasi viaggiatore ha il dovere morale di ricordarsi che sta visitando un Paese in Via di Sviluppo (PVS). Il Madagascar non è soltanto un'isola meravigliosa e incontaminata, ma anche e soprattutto un paese fatto da persone che nella maggior parte dei casi vivono in condizioni ai limiti della sussistenza. Il bagaglio di ogni viaggiatore degno di questo nome deve contenere un elemento essenziale, senza il quale è fortemente sconsigliato un viaggio da queste parti: il RISPETTO per la cultura e le tradizioni locali. Una buona base di partenza per approfondire l'argomento del turismo responsabile è il sito di Solidea (www.solidea.org). A chi volesse dare il suo contributo per migliorare le condizioni di vita della popolazione malgascia, consiglio di mettersi in contatto con una delle tante organizzazioni umanitarie serie e fidate che da anni operano in Madagascar. Qualche minuto sul sito di Health & Teaching For Africa (www.htonlus.org) vi permetterà di avvicinarvi all' "Altro Madagascar", quello che le riviste e i reportages turistici troppo spesso dimenticano, e di farvi un'idea su cosa concretamente voglia dire lavorare in un PVS come volontari.

 

Sicurezza e rischi sanitari

A partire dall'agosto 2002 la situazione politica malgascia si è stabilizzata: i disordini dei mesi precedenti sono cessati e un viaggio in Madagascar non presenta più rischi particolari. Nonostante la tranquillità degli ultimi tempi, prima di partire è sempre bene essere aggiornati sugli eventi locali: può essere utile consultare le riviste online riportate a fondo pagina. La capitale Antananarivo (Tana) non è particolarmente pericolosa, anzi la criminalità sembra diminuita rispetto al passato. Per non avere problemi durante il viaggio basta prendere le consuete precauzioni: non mettere in mostra gioielli e attrezzatura fotografica costosa, rifiutare l'aiuto di chi si avvicina per cambiarvi i soldi e avere un minimo di buonsenso. ATTENZIONE: nella zona centrale di Tana (Analakely) bisogna tenere gli occhi ben aperti; è infatti pratica comune rubare il portafogli al turista con un piccolo stratagemma: mentre un ragazzino vi disorienta passandovi davanti al viso un cappello, il complice vi sfilerà abilmente il denaro dalle tasche o dal marsupio. Come per ogni paese esotico, è buona regola rivolgersi con un certo anticipo al proprio medico per le vaccinazioni necessarie e le precauzioni sanitarie da prendere. Ulteriori informazioni si trovano sul sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (www.who.int/en) (WHO), su ViaggiareSicuri a cura dell'ACI (www.viaggiaresicuri.mae.aci.it) e su Travelclinic.it (www.travelclinic.it).

 

Spostamenti: taxi-brousse o 4x4?

Le strade malgasce spesso non sono asfaltate e versano in pessime condizioni. Le uniche strade interamente asfaltate e percorribili con un'auto normale sono la RN4 (Antananarivo-Mahajanga), la RN5 (Antananarivo-Toamasina) e la RN7 (Antananarivo-Tulear). La maggior parte delle località del Madagascar meridionale sono collegate tra loro da piste sterrate, che nella stagione delle piogge vengono allagate dalle acque delle risaie circostanti. Se volete percorrere tratte poco battute è necessario il noleggio di un fuoristrada con autista (esperto nella guida e buon conoscitore della zona).

 

Un'alternativa al 4x4 è costituita dai taxi-brousse, i pittoreschi mezzi locali che mettono in comunicazione qualsiasi località, arrivando anche oltre l'impossibile. Ma la scelta dei taxi-brousse, lenti e con partenze sporadiche, è consigliata soltanto se si hanno parecchie settimane a disposizione, altrimenti il viaggio si trasforma in una sfacchinata senza senso. Se il vantaggio del taxi-brousse è quello di sperimentare la filosofia del mora mora (lett. piano piano), ossia della proverbiale lentezza della vita malgascia, il vantaggio del fuoristrada è quello di spostarsi in completa autonomia, il che vuol dire raggiungere zone meno conosciute e potersi fermare per tutte le soste fotografiche necessarie. Inoltre, la presenza di un autista malgascio servirà a superare più agevolmente i numerosi posti di blocco. Dove noleggiare un fuoristrada? A Tana ci sono parecchie società internazionali di autonoleggio (Budget, Europcar, Hertz) e agenzie locali che, oltre a vendere escursioni organizzate in tutto il paese, offrono anche questo servizio. Se avete bisogno di affittare una 4x4 nella zona degli altipani o nel Madagascar meridionale, potete rivolgervi alla Tsara Guest House (tsaraguest@simicro.mg) di Fianarantsoa.

 

Voli interni e trasporti urbani

Se si ha a disposizione poco tempo si possono utilizzare i voli interni, ad esempio per la tratta Tulear-Fort Dauphin (difficile da percorrere in auto), per fare ritorno a Tana da una località decentrata o per raggiungere le isole (Nosy Be o Sainte Marie). Fino a qualche tempo fa (adesso pare che le cose siano cambiate) Air Madagascar (www.airmadagascar.mg), con l'acquisto del volo intercontinentale, dava diritto ad alcune riduzioni sui voli interni. ATTENZIONE: i voli interni vanno confermati più volte presso gli uffici dell'Air Madagascar per avere la garanzia del posto prenotato. Anche se i voli interni risultano molto comodi, il mio consiglio è quello di viaggiare il più possibile via terra: la maggiore fatica sarà ampiamente ripagata dal paesaggio spettacolare lungo il percorso. All'interno delle città più grandi (Tana e Fianarantsoa) il modo più pratico ed economico per muoversi è il taxi. Il pousse-pousse (vedi foto sopra) è invece il mezzo più diffuso ad Antsirabe e nelle località costiere (Tulear e Toamasina). I pousse-pousse sono spesso dipinti con colori sgargianti e portano sul retro una "targa" tutta particolare: un nome originale o un proverbio in malgascio.

 

Antananarivo e dintorni

Tana merita due o tre giorni pieni: il tempo necessario per visitarne i principali monumenti e farsi un'idea del grande impero dei Merina. E' d'obbligo una passeggiata in centro (Analakely e Araben'ny Fahaleovantena) e sulla collina del Rova, da cui ammirare il panorama. I resti del Rova, il Palazzo della Regina bruciato nel 1995, si possono osservare soltanto dalle sbarre della cancellata, anche se molto probabilmente si avvicinerà un'improvvisata guida per portarvi tra le rovine: rifiutate gentilmente, perché l'ingresso è severamente vietato. Acquisti di artigianato si possono fare al mercato di La Digue, dove si trovano anche bellissimi minerali: ammoniti, labradoriti, legni fossili, ecc. (ATTENZIONE! per l'esportazione di ammoniti e pietre preziose è richiesto un certificato rilasciato dal venditore).

       

Per gli appassionati di archeologia c'è il piccolo museo allestito nella sede del Dipartimento di Archeologia dell'Università di Antananarivo, ad Analakely, con i reperti provenienti da alcuni insediamenti sugli altipiani e con la ricostruzione della vita quotidiana in un villaggio Merina. Vale la pena anche una gita di mezza giornata ad Ambohimanga, un villaggio a 20 km circa da Tana, sede della vecchia capitale dei sovrani Merina. Pagando circa 30.000 FMg a testa, una guida vi condurrà tra le sale del palazzo illustrandovi la vita di corte del XIX secolo e raccontandovi qualche aneddoto su Andriananmpoinimerina, il fondatore della dinastia.

 

Parco di Andasibe-Mantadia (Perinet)

Il Parco di Andasibe-Mantadia è più conosciuto con il vecchio nome di Perinet ed è uno dei pochi posti dove si può osservare l'Indri, una specie di lemure che vive soltanto nella parte nord-orientale del Madagascar. Si raggiunge da Tana lungo la RN5 in circa due ore di macchina. Il Perinet, come tutti gli altri parchi nazionali, è gestito dall'ANGAP e l'ingresso (valido 3 giorni) costa 50.000 FMg a testa, a cui bisogna aggiungere la tariffa della guida (obbligatoria) che varia a seconda del numero di persone e dell'itinerario prescelto. Io sono stata accompagnata da Roger, una guida in gamba che parla correntemente sia inglese che francese. All'ingresso del parco c'è anche una piccola sala espositiva, ma all'epoca del mio viaggio era lasciata completamente in abbandono. Ho pernottato a pochi chilometri dall'ingresso all'Hotel Feon'ny Ala, con bungalows accoglienti immersi nella foresta (90.000 FMg a notte per una doppia con bagno... circa 15 euro!) e un ottimo ristorante (dove si mangia il miglior ananas flambè di tutto il Madagascar!). Per avere qualche contatto ravvicinato con i lemuri si può visitare la riserva privata del Vakona Forest Lodge (a pagamento). Nei dintorni del parco c'è il villaggio di Andasibe, particolarissimo con le sue case di legno che ricordano il Far West americano.

 

Gli altipiani: Antsirabe, Ambositra e Fianarantsoa

Il tragitto Antananarivo-Ambositra si compie tranquillamente in giornata lungo la comoda RN7 (è un tratto percorribile anche con i numerosi taxi-brousse). Antsirabe è un piccolo paese termale che merita una sosta per osservare l'andirivieni di pousse-pousse. Ambositra è famosa per la lavorazione del legno: i venditori ambulanti espongono la loro merce economica sulla strada, ma per oggetti di maggiore qualità è preferibile recarsi nei vari negozietti (i prezzi sono comunque bassi rispetto agli standard occidentali); Ambositra è un ottimo posto per acquistare gli aloalo, le belle stele funerarie di legno intagliato usate dai Mahafaly (vengono vendute a coppia). Fianarantsoa non mi ha entusiasmato, ma può essere una buona tappa dove passare la notte prima di intraprendere un viaggio verso sud. Il nostro gruppo si è diviso tra la Tsara Guest House (tsaraguest@simicro.mg tel. 75-50206 fax 75-51209, conosciuta dai locali anche come "chalet svizzero"), con camere pulitissime e abbastanza economiche (tra i 110.000 e i 210.000 FMg a notte per una doppia), e lo Chez Papillon (tel. 75-50815), più spartano ed economico (il prezzo si aggira sui 70.000 FMg). A Fianara il miglior posto per mangiare resta comunque il ristorante dello Chez Papillon, che tra i suoi piatti migliori vanta il granchio accompagnato da un bicchiere di Lazan I Betsileo.

 

Ihosy e il territorio Bara

Sulla RN7, a una trentina di chilometri da Ihosy, il capoluogo Bara, merita una sosta fotografica la Porta del Sole, il grosso monolito che secondo la tradizione segna il confine del Madagascar meridionale. A sud di Ihosy si estende invece l'altopiano dell'Orombe, attraversato dalla suggestiva RN13, la pista che da Ihosy porta a Fort Dauphin. Anche se il vostro itinerario prosegue lungo la RN7 verso Tulear, vale la pena una breve deviazione verso sud per scattare qualche foto panoramica ai limiti dell'Orombe. Solitamente la maggior parte dei turisti da Ihosy fa rotta verso il Parco dell'Isalo e la costa di Tulear. Per uscire dai consueti itinerari ed esplorare più a fondo la zona dei Bara si può scegliere di imboccare la RN13 e di percorrere la strada sterrata (e in cattive condizioni) che in una settimana circa vi porterà a Fort Dauphin. Questo itinerario tocca Betroka, Beraketa ed alcune località remote come Isoanala, il villaggio dove ho lavorato nel novembre 2002. Si tratta di una buona opportunità per conoscere meglio usanze e costumi Bara e rimanere affascinati dalla magia del sud del Madagascar, ma ATTENZIONE! è necessario un mezzo fuoristrada e una buona guida che conosca la zona come le sue tasche; bisogna inoltre avere almeno una settimana a disposizione, perché lungo il tragitto possono presentarsi alcuni inconvenienti (gomme forate, pista allagata, ecc.).

 

Mare in Madagascar: quale isola?

Sono stata in Madagascar un mese ma, purtroppo, di mare neanche l'ombra! I consigli di queste righe derivano dunque non da esperienza diretta ma dai pareri di amici e conoscenti che invece il mare malgascio l'hanno visto e apprezzato con i propri occhi (beati loro!). Nosy Be è l'isola più famosa ma anche più frequentata dai turisti. Per trovare più pace e tranquillità ci si può comunque spostare sulle isole circostanti (come Nosy Komba e Nosy Iranja) oppure nell'incontaminato arcipelago delle Mitsio, una cinquantina di chilometri al largo di Nosy Be (putroppo le Mitsio sono molto care). Un'idea originale è quella di rivolgersi ad Alefa (www.3dmadagascar.com/alefa), un tour operator locale che organizza "crociere" in piroga nell'arcipelago di Nosy Be. Quali alternative a Nosy Be? Sicuramente Sainte Marie (Nosy Boraha), l'isola della costa orientale conosciuta come terra di pirati e tesori nascosti. Sainte Marie, oltre ad essere meno turistica della rivale Nosy Be, da luglio a settembre è anche un ottimo punto per il whale-watching. Il lato negativo dell'isola è l'elevata piovosità durante tutto l'anno (soprattutto da settembre a novembre), come del resto in tutta la zona nord-orientale del Madagascar. Spiagge molto belle si trovano anche lungo la costa occidentale nei dintorni di Ifaty o tra Morombe e Morondava. Il modo migliore per raggiungere le isole è l'aereo: i traghetti sono più economici ma meno sicuri.

 

Guide e letture sul Madagascar

§ La guida base per la preparazione di ogni viaggio fai-da-te è la Lonely Planet (www.lonelyplanet.com) (edita in Italia dalla EDT www.edt.it). Quella sul Madagascar (di M. Fitzpatrick) però non l'ho trovata così completa come quelle sugli altri paesi. A quanto pare un'altra guida valida sul Madagascar è la francese Routard (www.routard.com). Segnalo anche la guida Clup (www.clupviaggi.it) (di E. Annese), che ha alcune sezioni ben fatte su leggende, proverbi, giochi e altre tradizioni locali.

§ Di libri in italiano sul Madagascar se ne trovano pochi. Una lettura completa e interessante può essere quella dello Speciale Madagascar (www.madagascar.it/berenice-i.htm) (curato da Laura Aga-Rossi e Liliana Mosca) della rivista Bérénice (Angelus Novus Edizioni).

§ Volete imparare il malgascio? Nelle librerie di Antananarivo è possibile trovare qualche copia del Dizionario Malgascio-Italiano Italiano-Malgascio di P. Profita e un libretto intitolato Imparare il malgascio in 40 lezioni.

 

Links utili

§ Per saperne di più sulla mia esperienza di volontariato (con il resoconto della missione del 2002) c'è il sito dell'associazione Health & Teaching For Africa (www.htfonlus.org) (interamente in italiano a dispetto del nome), che ospita i racconti degli altri volontari e da cui è possibile contattare i soci fondatori.

§ Informazioni generali in lingua italiana sul Madagascar si trovano sul sito delle Microguide Lonely Planet (www.edt.it/lonelyplanet/microguide). Un buon sito per conoscere meglio l'Isola Rossa è www.madagascar.it, che, oltre ad essere corredato di belle foto e consigli, organizza alcuni pacchetti di viaggio e itinerari personalizzati.

§ Altri siti sul Madagascar sono quello dell'Ambasciata malgascia a Washington (www.embassy.org/madagascar)(in inglese) e Madagascar Le Guide (www.madagascar-guide.com) (in francese). Il portale Madatours (www.madatours.com) (in francese) è completo e ricco di approfondimenti su natura e cultura malgasce.

§ Per tariffe e orari dei voli internazionali si possono consultare i siti di Air Madagascar (www.airmadagascar.mg) e di Air France (www.airfrance.it), le uniche due compagnie aeree che collegano l'Europa ad Antananarivo.

       

§ Le notizie online (in francese) sugli ultimi avvenimenti in terra malgascia si trovano sul sito L'Express de Madagascar (www.lexpressmada.com), Madonline (www.madonline.com) (anche in inglese e italiano), Madagascar Tribune (www.madagascar-tribune.com) e Midi Madagasikara (www.midi-madagasikara.mg).

§ Madareve (www.madareve.com) è una raccolta di belle fotografie su paesaggi, abitanti e architettura del Madagascar.

§ Il Madagascar Fauna Group (www.savethelemur.org) si occupa di preservare la straordinaria fauna malgascia, con un'attenzione particolare ai lemuri.

§ Infine segnalo due ottimi siti amatoriali di viaggiatori conosciuti su it.hobby.viaggi: Viaggiare per il Mondo di Marco Cavallini (www.marcocavallini.it), con foto, consigli e proverbi dal Madagascar (ma non solo) e l'avventuroso racconto sugli Tsingy di Bemaraha (www.marcocavallini.it/bekoracc.html), e Viaggi e Fotografie di Mauro Morelli (www.viaggiefotografie.it), con splendide fotografie dell'Isola Rossa e il racconto della figlia Valentina (space.virgilio.it/maumorelli@virgilio.it/diavale.html), che per otto mesi ha studiato i lemuri nella foresta di Saint Luce.

 

 

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