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. : : C O N S I G L I
U T I L I & L I N K S P E R
U N V I A G G I O I N M A D A G A S C
A R
: : .
Qualche
consiglio... malgascio!
Il
Madagascar è una meta affascinante e ancora piuttosto sconosciuta.
Nell'autunno del 2002, grazie ad un'esperienza di volontariato, ho avuto
la fortuna di trascorrervi un mese e di vivere a stretto contatto con i
Malgasci. Questa pagina raccoglie alcuni suggerimenti utili a chi intende
recarsi in Madagascar, soprattutto nella regione degli altipiani e nel sud
del Paese; le informazioni di carattere pratico su questa destinazione non
si trovano facilmente, quindi sono certa che farò cosa gradita a tutti i
viaggiatori fai-da-te che hanno l'Isola Rossa come sogno nel cassetto. Per
preparare queste righe ho preso spunto dalle dritte date sul newsgroup
it.hobby.viaggi e via e-mail privata. ATTENZIONE: un viaggio in Madagascar
(specialmente se organizzato in modo autonomo) necessita di una lunga e
accurata preparazione prima della partenza, soprattutto per quanto
riguarda l'aspetto sanitario. I miei consigli sono soltanto un punto di
partenza e devono essere integrati con il maggior numero possibile di
informazioni (internet, guide, letture personali, ecc.). Se, dopo aver
letto queste pagine, avete ancora qualche dubbio o avete bisogno di
informazioni più specifiche
scrivetemi: risponderò volentieri alle vostre domande.
Turismo
responsabile e volontariato
Il
Madagascar offre una natura unica e rigogliosa, mare azzurro e paesaggi da
sogno... ma non solo! Qualsiasi viaggiatore ha il dovere morale di
ricordarsi che sta visitando un Paese in Via di Sviluppo (PVS). Il
Madagascar non è soltanto un'isola meravigliosa e incontaminata, ma anche
e soprattutto un paese fatto da persone che nella maggior parte dei casi
vivono in condizioni ai limiti della sussistenza. Il bagaglio di ogni
viaggiatore degno di questo nome deve contenere un elemento essenziale,
senza il quale è fortemente sconsigliato un viaggio da queste parti: il
RISPETTO per la cultura e le tradizioni locali. Una buona base di partenza
per approfondire l'argomento del turismo responsabile è il sito di Solidea
(www.solidea.org). A chi
volesse dare il suo contributo per migliorare le condizioni di vita della
popolazione malgascia, consiglio di mettersi in contatto con una delle
tante organizzazioni umanitarie serie e fidate che da anni operano in
Madagascar. Qualche minuto sul sito di Health & Teaching For Africa (www.htonlus.org)
vi permetterà di avvicinarvi all' "Altro Madagascar", quello che le
riviste e i reportages turistici troppo spesso dimenticano, e di farvi
un'idea su cosa concretamente voglia dire lavorare in un PVS come
volontari.
Sicurezza e
rischi sanitari
A partire dall'agosto 2002 la situazione politica malgascia si è
stabilizzata: i disordini dei mesi precedenti sono cessati e un viaggio in
Madagascar non presenta più rischi particolari. Nonostante la tranquillità
degli ultimi tempi, prima di partire è sempre bene essere aggiornati sugli
eventi locali: può essere utile consultare le riviste online riportate a
fondo pagina. La capitale Antananarivo (Tana) non è particolarmente
pericolosa, anzi la criminalità sembra diminuita rispetto al passato. Per
non avere problemi durante il viaggio basta prendere le consuete
precauzioni: non mettere in mostra gioielli e attrezzatura fotografica
costosa, rifiutare l'aiuto di chi si avvicina per cambiarvi i soldi e
avere un minimo di buonsenso. ATTENZIONE: nella zona centrale di Tana (Analakely)
bisogna tenere gli occhi ben aperti; è infatti pratica comune rubare il
portafogli al turista con un piccolo stratagemma: mentre un ragazzino vi
disorienta passandovi davanti al viso un cappello, il complice vi sfilerà
abilmente il denaro dalle tasche o dal marsupio. Come per ogni paese
esotico, è buona regola rivolgersi con un certo anticipo al proprio medico
per le vaccinazioni necessarie e le precauzioni sanitarie da prendere.
Ulteriori informazioni si trovano sul sito dell'Organizzazione Mondiale
della Sanità (www.who.int/en)
(WHO), su ViaggiareSicuri a cura dell'ACI (www.viaggiaresicuri.mae.aci.it)
e su Travelclinic.it (www.travelclinic.it).
Spostamenti:
taxi-brousse o 4x4?
Le strade malgasce spesso non sono asfaltate e versano in pessime
condizioni. Le uniche strade interamente asfaltate e percorribili con
un'auto normale sono la RN4 (Antananarivo-Mahajanga), la RN5 (Antananarivo-Toamasina)
e la RN7 (Antananarivo-Tulear). La maggior parte delle località del
Madagascar meridionale sono collegate tra loro da piste sterrate, che
nella stagione delle piogge vengono allagate dalle acque delle risaie
circostanti. Se volete percorrere tratte poco battute è necessario il
noleggio di un fuoristrada con autista (esperto nella guida e buon
conoscitore della zona).
Un'alternativa al
4x4 è costituita dai taxi-brousse, i pittoreschi mezzi locali che mettono
in comunicazione qualsiasi località, arrivando anche oltre l'impossibile.
Ma la scelta dei taxi-brousse, lenti e con partenze sporadiche, è
consigliata soltanto se si hanno parecchie settimane a disposizione,
altrimenti il viaggio si trasforma in una sfacchinata senza senso. Se il
vantaggio del taxi-brousse è quello di sperimentare la filosofia del mora
mora (lett. piano piano), ossia della proverbiale lentezza della vita
malgascia, il vantaggio del fuoristrada è quello di spostarsi in completa
autonomia, il che vuol dire raggiungere zone meno conosciute e potersi
fermare per tutte le soste fotografiche necessarie. Inoltre, la presenza
di un autista malgascio servirà a superare più agevolmente i numerosi
posti di blocco. Dove noleggiare un fuoristrada? A Tana ci sono parecchie
società internazionali di autonoleggio (Budget, Europcar, Hertz) e agenzie
locali che, oltre a vendere escursioni organizzate in tutto il paese,
offrono anche questo servizio. Se avete bisogno di affittare una 4x4 nella
zona degli altipani o nel Madagascar meridionale, potete rivolgervi alla
Tsara Guest House (tsaraguest@simicro.mg)
di Fianarantsoa.
Voli interni e
trasporti urbani
Se si ha a disposizione poco tempo si possono utilizzare i voli interni,
ad esempio per la tratta Tulear-Fort Dauphin (difficile da percorrere in
auto), per fare ritorno a Tana da una località decentrata o per
raggiungere le isole (Nosy Be o Sainte Marie). Fino a qualche tempo fa
(adesso pare che le cose siano cambiate) Air Madagascar (www.airmadagascar.mg),
con l'acquisto del volo intercontinentale, dava diritto ad alcune
riduzioni sui voli interni. ATTENZIONE: i voli interni vanno confermati
più volte presso gli uffici dell'Air Madagascar per avere la garanzia del
posto prenotato. Anche se i voli interni risultano molto comodi, il mio
consiglio è quello di viaggiare il più possibile via terra: la maggiore
fatica sarà ampiamente ripagata dal paesaggio spettacolare lungo il
percorso. All'interno delle città più grandi (Tana e Fianarantsoa) il modo
più pratico ed economico per muoversi è il taxi. Il pousse-pousse (vedi
foto sopra) è invece il mezzo più diffuso ad Antsirabe e nelle località
costiere (Tulear e Toamasina). I pousse-pousse sono spesso dipinti con
colori sgargianti e portano sul retro una "targa" tutta particolare: un
nome originale o un proverbio in malgascio.
Antananarivo e
dintorni
Tana merita due o tre giorni pieni: il tempo necessario per visitarne i
principali monumenti e farsi un'idea del grande impero dei Merina. E'
d'obbligo una passeggiata in centro (Analakely e Araben'ny Fahaleovantena)
e sulla collina del Rova, da cui ammirare il panorama. I resti del Rova,
il Palazzo della Regina bruciato nel 1995, si possono osservare soltanto
dalle sbarre della cancellata, anche se molto probabilmente si avvicinerà
un'improvvisata guida per portarvi tra le rovine: rifiutate gentilmente,
perché l'ingresso è severamente vietato. Acquisti di artigianato si
possono fare al mercato di La Digue, dove si trovano anche bellissimi
minerali: ammoniti, labradoriti, legni fossili, ecc. (ATTENZIONE! per
l'esportazione di ammoniti e pietre preziose è richiesto un certificato
rilasciato dal venditore).

Per gli
appassionati di archeologia c'è il piccolo museo allestito nella sede del
Dipartimento di Archeologia dell'Università di Antananarivo, ad Analakely,
con i reperti provenienti da alcuni insediamenti sugli altipiani e con la
ricostruzione della vita quotidiana in un villaggio Merina. Vale la pena
anche una gita di mezza giornata ad Ambohimanga, un villaggio a 20 km
circa da Tana, sede della vecchia capitale dei sovrani Merina. Pagando
circa 30.000 FMg a testa, una guida vi condurrà tra le sale del palazzo
illustrandovi la vita di corte del XIX secolo e raccontandovi qualche
aneddoto su Andriananmpoinimerina, il fondatore della dinastia.
Parco di
Andasibe-Mantadia (Perinet)
Il
Parco di Andasibe-Mantadia è più conosciuto con il vecchio nome di Perinet
ed è uno dei pochi posti dove si può osservare l'Indri, una specie di
lemure che vive soltanto nella parte nord-orientale del Madagascar. Si
raggiunge da Tana lungo la RN5 in circa due ore di macchina. Il Perinet,
come tutti gli altri parchi nazionali, è gestito dall'ANGAP e l'ingresso
(valido 3 giorni) costa 50.000 FMg a testa, a cui bisogna aggiungere la
tariffa della guida (obbligatoria) che varia a seconda del numero di
persone e dell'itinerario prescelto. Io sono stata accompagnata da Roger,
una guida in gamba che parla correntemente sia inglese che francese.
All'ingresso del parco c'è anche una piccola sala espositiva, ma all'epoca
del mio viaggio era lasciata completamente in abbandono. Ho pernottato a
pochi chilometri dall'ingresso all'Hotel Feon'ny Ala, con bungalows
accoglienti immersi nella foresta (90.000 FMg a notte per una doppia con
bagno... circa 15 euro!) e un ottimo ristorante (dove si mangia il miglior
ananas flambè di tutto il Madagascar!). Per avere qualche contatto
ravvicinato con i lemuri si può visitare la riserva privata del Vakona
Forest Lodge (a pagamento). Nei dintorni del parco c'è il villaggio di
Andasibe, particolarissimo con le sue case di legno che ricordano il Far
West americano.
Gli altipiani:
Antsirabe, Ambositra e Fianarantsoa
Il tragitto Antananarivo-Ambositra si compie tranquillamente in giornata
lungo la comoda RN7 (è un tratto percorribile anche con i numerosi
taxi-brousse). Antsirabe è un piccolo paese termale che merita una sosta
per osservare l'andirivieni di pousse-pousse. Ambositra è famosa per la
lavorazione del legno: i venditori ambulanti espongono la loro merce
economica sulla strada, ma per oggetti di maggiore qualità è preferibile
recarsi nei vari negozietti (i prezzi sono comunque bassi rispetto agli
standard occidentali); Ambositra è un ottimo posto per acquistare gli
aloalo, le belle stele funerarie di legno intagliato usate dai Mahafaly
(vengono vendute a coppia). Fianarantsoa non mi ha entusiasmato, ma può
essere una buona tappa dove passare la notte prima di intraprendere un
viaggio verso sud. Il nostro gruppo si è diviso tra la Tsara Guest House (tsaraguest@simicro.mg
tel. 75-50206 fax 75-51209, conosciuta dai locali anche come "chalet
svizzero"), con camere pulitissime e abbastanza economiche (tra i 110.000
e i 210.000 FMg a notte per una doppia), e lo Chez Papillon (tel.
75-50815), più spartano ed economico (il prezzo si aggira sui 70.000 FMg).
A Fianara il miglior posto per mangiare resta comunque il ristorante dello
Chez Papillon, che tra i suoi piatti migliori vanta il granchio
accompagnato da un bicchiere di Lazan I Betsileo.
Ihosy e
il territorio Bara
Sulla
RN7, a una trentina di chilometri da Ihosy, il capoluogo Bara, merita una
sosta fotografica la Porta del Sole, il grosso monolito che secondo la
tradizione segna il confine del Madagascar meridionale. A sud di Ihosy si
estende invece l'altopiano dell'Orombe, attraversato dalla suggestiva
RN13, la pista che da Ihosy porta a Fort Dauphin. Anche se il vostro
itinerario prosegue lungo la RN7 verso Tulear, vale la pena una breve
deviazione verso sud per scattare qualche foto panoramica ai limiti dell'Orombe.
Solitamente la maggior parte dei turisti da Ihosy fa rotta verso il Parco
dell'Isalo e la costa di Tulear. Per uscire dai consueti itinerari ed
esplorare più a fondo la zona dei Bara si può scegliere di imboccare la
RN13 e di percorrere la strada sterrata (e in cattive condizioni) che in
una settimana circa vi porterà a Fort Dauphin. Questo itinerario tocca
Betroka, Beraketa ed alcune località remote come Isoanala, il villaggio
dove ho lavorato nel novembre 2002. Si tratta di una buona opportunità per
conoscere meglio usanze e costumi Bara e rimanere affascinati dalla magia
del sud del Madagascar, ma ATTENZIONE! è necessario un mezzo fuoristrada e
una buona guida che conosca la zona come le sue tasche; bisogna inoltre
avere almeno una settimana a disposizione, perché lungo il tragitto
possono presentarsi alcuni inconvenienti (gomme forate, pista allagata,
ecc.).
Mare in
Madagascar: quale isola?
Sono stata in Madagascar un mese ma, purtroppo, di mare neanche l'ombra! I
consigli di queste righe derivano dunque non da esperienza diretta ma dai
pareri di amici e conoscenti che invece il mare malgascio l'hanno visto e
apprezzato con i propri occhi (beati loro!). Nosy Be è l'isola più famosa
ma anche più frequentata dai turisti. Per trovare più pace e tranquillità
ci si può comunque spostare sulle isole circostanti (come Nosy Komba e
Nosy Iranja) oppure nell'incontaminato arcipelago delle Mitsio, una
cinquantina di chilometri al largo di Nosy Be (putroppo le Mitsio sono
molto care). Un'idea originale è quella di rivolgersi ad Alefa (www.3dmadagascar.com/alefa),
un tour operator locale che organizza "crociere" in piroga nell'arcipelago
di Nosy Be. Quali alternative a Nosy Be? Sicuramente Sainte Marie (Nosy
Boraha), l'isola della costa orientale conosciuta come terra di pirati e
tesori nascosti. Sainte Marie, oltre ad essere meno turistica della rivale
Nosy Be, da luglio a settembre è anche un ottimo punto per il
whale-watching. Il lato negativo dell'isola è l'elevata piovosità durante
tutto l'anno (soprattutto da settembre a novembre), come del resto in
tutta la zona nord-orientale del Madagascar. Spiagge molto belle si
trovano anche lungo la costa occidentale nei dintorni di Ifaty o tra
Morombe e Morondava. Il modo migliore per raggiungere le isole è l'aereo:
i traghetti sono più economici ma meno sicuri.
Guide
e letture sul Madagascar
§ La guida base per la preparazione di ogni viaggio fai-da-te è la Lonely
Planet (www.lonelyplanet.com)
(edita in Italia dalla EDT
www.edt.it). Quella sul Madagascar (di M. Fitzpatrick) però non l'ho
trovata così completa come quelle sugli altri paesi. A quanto pare
un'altra guida valida sul Madagascar è la francese Routard (www.routard.com).
Segnalo anche la guida Clup (www.clupviaggi.it)
(di E. Annese), che ha alcune sezioni ben fatte su leggende, proverbi,
giochi e altre tradizioni locali.
§ Di libri in italiano sul Madagascar se ne trovano pochi. Una lettura
completa e interessante può essere quella dello Speciale Madagascar (www.madagascar.it/berenice-i.htm)
(curato da Laura Aga-Rossi e Liliana Mosca) della rivista Bérénice
(Angelus Novus Edizioni).
§ Volete imparare il malgascio? Nelle librerie di Antananarivo è possibile
trovare qualche copia del Dizionario Malgascio-Italiano Italiano-Malgascio
di P. Profita e un libretto intitolato Imparare il malgascio in 40
lezioni.
Links utili
§ Per saperne di più sulla mia esperienza di volontariato (con il
resoconto della missione del 2002) c'è il sito dell'associazione Health &
Teaching For Africa (www.htfonlus.org)
(interamente in italiano a dispetto del nome), che ospita i racconti degli
altri volontari e da cui è possibile contattare i soci fondatori.
§ Informazioni generali in lingua italiana sul Madagascar si trovano sul
sito delle Microguide Lonely Planet (www.edt.it/lonelyplanet/microguide).
Un buon sito per conoscere meglio l'Isola Rossa è
www.madagascar.it,
che, oltre ad essere corredato di belle foto e consigli, organizza alcuni
pacchetti di viaggio e itinerari personalizzati.
§ Altri siti sul Madagascar sono quello dell'Ambasciata malgascia a
Washington (www.embassy.org/madagascar)(in
inglese) e Madagascar Le Guide (www.madagascar-guide.com)
(in francese). Il portale Madatours (www.madatours.com)
(in francese) è completo e ricco di approfondimenti su natura e cultura
malgasce.
§ Per tariffe e orari dei voli internazionali si possono consultare i siti
di Air Madagascar (www.airmadagascar.mg)
e di Air France (www.airfrance.it),
le uniche due compagnie aeree che collegano l'Europa ad Antananarivo.

§ Le notizie online
(in francese) sugli ultimi avvenimenti in terra malgascia si trovano sul
sito L'Express de Madagascar (www.lexpressmada.com),
Madonline (www.madonline.com)
(anche in inglese e italiano), Madagascar Tribune (www.madagascar-tribune.com)
e Midi Madagasikara (www.midi-madagasikara.mg).
§ Madareve (www.madareve.com)
è una raccolta di belle fotografie su paesaggi, abitanti e architettura
del Madagascar.
§ Il Madagascar Fauna Group (www.savethelemur.org)
si occupa di preservare la straordinaria fauna malgascia, con
un'attenzione particolare ai lemuri.
§ Infine segnalo due ottimi siti amatoriali di viaggiatori conosciuti su
it.hobby.viaggi: Viaggiare per il Mondo di Marco Cavallini (www.marcocavallini.it),
con foto, consigli e proverbi dal Madagascar (ma non solo) e l'avventuroso
racconto sugli Tsingy di Bemaraha (www.marcocavallini.it/bekoracc.html),
e Viaggi e Fotografie di Mauro Morelli (www.viaggiefotografie.it),
con splendide fotografie dell'Isola Rossa e il racconto della figlia
Valentina (space.virgilio.it/maumorelli@virgilio.it/diavale.html),
che per otto mesi ha studiato i lemuri nella foresta di Saint Luce.
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